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Gioco d’azzardo, lotta alle pubblicità. È la strada giusta? Il caso StarVegas

Guardate con maggiore attenzione le vostre televisioni in questo periodo, perché tra qualche mese potreste notare una novità. Non certo una rivoluzione nelle vostre vite quotidiane, ma un piccolo cambiamento per cui molti cittadini stanno combattendo. Nelle pause pubblicitarie potrebbero infatti scomparire gli spot dedicati alla promozione del gioco d’azzardo, o almeno di un’azienda legata a esso. Una soluzione fortemente cercata da diverse associazioni, in procinto di essere discussa nella prossima conferenza unificata. Ma forse in efficace, per la situazione attuale e futura del settore.

L’appello alle regioni arriva da chi desidera estirpare la ludopatia dal nostro Paese. Il problema riguarda circa 800.000 cittadini, troppi per non pensare a un’azione concreta. L’istituzione di centri di accoglienza e recupero finora non ha portato effetti concreti, ignorando alcuni aspetti fondamentali. Prima di tutto, è difficile riconoscere la propria situazione di ludopatia. Capire di avere un problema non è scontato, come per ogni dipendenza. E se il gioco non ha limitazioni di denaro, si può spendere tanto anche senza rendersene conto. Inoltre il ruolo della pubblicità sembra sopravvalutato, soprattutto per le generazioni già interessate al fenomeno gambling. Nella maggior parte dei casi si inizia a scommettere su ispirazione di amici, raramente a causa di impulsi dati da spot televisivi. E anche eliminare questi ultimi non permetterebbe di tenere i neomaggiorenni lontani dall’influsso dei media. L’utilizzo di internet e dei social network può portare chiunque a contatto con l’azzardo. Senza accendere la televisione, ma passando dalla rete.

È questa la strategia portata avanti da alcune aziende di gambling, che cercano di sfruttare l’online tralasciando i casinò e i piccoli centri scommesse. La piattaforma StarVegas Casinò ha scalato le graduatorie dei siti più utilizzati puntando su un prodotto monotematico, ignorando quindi eventi sportivi o specialità come il poker. Una sua pubblicità era apparsa qualche anno fa in televisione, ma ora i canali di comunicazione sono cambiati e la società ha deciso di puntare su inserzioni su internet. Dove il controllo delle informazioni e delle pubblicità è più complicato, a volte proibitivo. E comunque il blocco della pubblicità dell’azzardo su internet non è contemplato dalla proposta che potrebbe essere fatta in conferenza unificata. La strategia digitale può però essere più efficace, presentando dei vantaggi innegabili rispetto al live.

Viene eliminata la dimensione “pubblica”, permettendo al giocatore di scommettere in segreto. Il banner presenta le possibilità offerte al giocatore, cominciando dal bonus di benvenuto. Nel caso preso in considerazione, si tratta di 30€ senza deposito più il 100% del primo versamento fino a 300€. In questo modo l’internauta fa due calcoli, e capisce che con un investimento di 300€ ne riceverebbe 330€ per giocare. Se qualche dubbio lo attanaglia, può iniziare a provare la versione free-to-play, messa a disposizione da diverse aziende. A quel punto l’esperienza lo coinvolge, e spesso lo convince a scommettere denaro. Senza bisogno di scaricare un software, senza occupare spazio nella memoria del PC, senza dover rimanere troppo legato al vincolo del download. Tutti fattori che inducono a fare un tentativo, spiegabili solo con alcune dinamiche insite nel web e nel comportamento dei suoi utenti. Tutte informazioni che non arrivano da uno spot televisivo, che comunque non avrebbe lo stesso impatto. Il popolo del web è in forte crescita, e non ha più bisogno di pubblicità.

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